2.1. Libri di e su Löwith

"Il Saggiatore" ha ripubblicato la più conosciuta opera di Löwith

Karl Löwith

Significato e fine della storia.

I presupposti teologici della filosofia della storia

Il Saggiatore, Milano 2015

 

L’esigenza di attribuire un significato ultimo all’incessante scorrere degli eventi ha condotto il pensiero moderno a individuare nella storia un progresso, uno sviluppo che potesse giustificarne ogni crisi, ogni male e ogni inevitabile dolore. Eppure, molto prima del metodo storiografico di Voltaire o della grande filosofia dello spirito di Hegel, gli storici dell’età classica Erodoto, Tucidide e Polibio avevano già rinunciato a questa monumentale prospettiva. Per il pensiero classico, infatti, le gesta degli uomini seguono il corso dell’eterna ciclicità del cosmo; non il corso della rivoluzione sociale, ma della rivoluzione immutabile degli astri. Fra queste due visioni antitetiche della storia si colloca, secondo Karl Löwith, la prospettiva giudaico-cristiana, che opera una rottura fondamentale: tanto per il credente quanto per il filosofo della storia, il senso degli eventi non è racchiuso nel passato, ma in un futuro escatologico sempre a venire, capace di determinare ogni fatto alla luce di una storia della salvezza, al cui termine è attesa la redenzione. Ma se il primo è in grado di portare la croce, il secondo secolarizza la speranza religiosa nell’incondizionata fede nel progresso, tanto «cristiana nella sua origine» quanto «anti-cristiana nelle sue conseguenze». Accolto fin dalla pubblicazione nel 1949 come un classico della filosofi a contemporanea, e riproposto dal Saggiatore per la sua limpida attualità, Significato e fine della storia è l’avvincente archeologia dei presupposti teologici che operano in ogni filosofi a della storia, decretandone drammaticamente il fallimento. Uno smascheramento – dall’ebraismo di Marx fino alla lettura storica della Bibbia – che non ha rinunciato a evidenziare quelle rare e amate eccezioni, come Burckhardt e Vico, capaci di mantenere sotto il peso dell’eredità storica una prospettiva più umana, e che porta a una tesi di sconcertante radicalità: l’impossibilità della filosofi a della storia.

Giorgio Fazio

Il tempo della secolarizzazione 

Karl Löwith e la modernità

Mimesis, Milano 2015

 

Un'attenta e rigorosa ricostruzione del pensiero di Karl Löwith, uno dei maggiori filosofi tedeschi del XX secolo. Formatosi alla scuola di Husserl e di Heidegger, negli anni inquieti della repubblica di Weimar, mosse i suoi primi passi partendo da un'opzione per l'antropologia filosofica, come risposta alle questioni teoriche ed etiche poste dalla crisi del mondo borghese-cristiano e dal nichilismo. Profondamente segnato dall'esperienza dell'esilio dalla Germania nazista, Löwith è giunto ad articolare uan critica complessiva della modernità occidentale, senza mai smarrire un orientamento antropologico. Nel tentativo di risalire alle origini dei mali e delle tragedie del XX secolo, si è sforzato di riportare alla luce l'impensato e il rimosso del processo di secolarizzazione occidentale: la tendenza a trasferire le aspettative escatologiche di salvezza del cristianesimo sul tempo profano della storia e sugli ambiti emancipati dal vincolo della sfera del sacro. Sullo sfondo di una critica sempre più radicale alla smisurata assolutizzazione della storia scaturita da questa dinamica e alle sue catastrofiche implicazioni politiche, Löwith è approdato quindi ad una proposta di naturalismo filosofico. Un pensiero scettico, venato di suggestioni orientali, volto a disattivare ogni messianismo secolare e a tutelare il riconoscimento delle vere proporzioni tra uomo e mondo: il senso dei limiti e delle prerogative della universale condizione umana e le basi di una convivenza dove uguglianza e libertà, interesse universale e autonomia individuale possano convivere evitando scorciatoie totalitarie e autoritarie.

Manuel Rossini e Luca Montanari

L’ambivalenza della modernità

Karl Löwith, Rudolf Bultmann e i fondamenti cristiani dell’Occidente

Trauben, Torino 2014.

 

Karl Löwith e Rudolf Bultmann sono due tra le più grandi personalità del pensiero tedesco del XX secolo. Filosofo scettico il primo e teologo innovativo il secondo, entrambi intrecciano il loro pensiero con uno dei problemi di fondo della modernità: la relazione ambivalente, ma decisiva, tra cristianesimo e mondo moderno. La problematicità di questo stato di cose non sta tanto nel trovare una terza via alternativa alla secolare disputa tra sapere e fede, bensì nel riconoscere che entrambe le possibilità condividono aspetti costitutivi della modernità. Lungi dal proporre una semplice equazione “modernità-cristianesimo”, Löwith e Bultmann si interrogano su questo complesso rapporto a partire dal fenomeno chiamato secolarizzazione. La questione si lascia così argomentare su due livelli, che corrono paralleli fino a toccarsi. Teologia e filosofia, infatti, non solo possono guidarci nell’affrontare il problema della modernità, ma divengono una sorta di ermeneutica capace di cogliere il moderno nella sua forma compiuta. In un’epoca, la nostra, religiosamente pluralistica e che a fatica trova un unico principio all’epoca stessa e alla sua sete di religiosità, crediamo sia utile proporre due interpretazioni del moderno che riconoscono invece l’esistenza, la persistenza e l’efficacia del fondamento teologico cristiano nella coscienza e cultura occidentale. In appendice alcuni stralci del carteggio personale tra Löwith e Bultmann, per la prima volta proposti al pubblico italiano.

Leo Strauss, Karl Löwith 

Oltre Itaca. La filosofia come emigrazione. Carteggio (1932-1971)

Traduzione M. Rossini

Introduzione C. Altini

Carocci, Roma 2012, 214 pp.

 

Nella collana “Saggi” dell’Editore Carocci Manuel Rossini ha tradotto il carteggio tra Leo Strauss e Karl Löwith che si è svolto nel periodo 1932-1971. Il volume è introdotto da Carlo Altini. Per la prima volta in lingua italiana viene pubblicato l'intero carteggio tra due grande filosofi del Novecento. Attraverso i loro scambi epistolari emerge una "diagnosi" della crisi politica, sociale e culturale che precede e segue il nazismo e la Seconda guerra mondiale, ovvero della frattura epocale che si consumò in quegli anni in Occidente. Una frattura che viene colta nella sua essenza proprio grazie alla condizione "privilegiata" dell'esilio, che diventa così un (amaro) filtro ermeneutico per la comprensione dell'Occidente.

Karl Löwith 

Paul Valéry. Tratti fondamentali del suo pensiero filosofico

A cura di B. Scapolo

Traduzione G. Carchia

Ananke, Torino 2012, 228 pp.

 

Quest'opera, l'ultima pubblicata da Löwith, è qui presentata in una nuova edizione italiana, rivista e aggiornata nella collana "Filosofia" dell'editore Ananke, curata da Scapolo e tradotta da Carchia. Apparsa originariamente nel 1971, proprio in occasione del centenario della nascita di Valéry, essa vanta una duplice statura: oltre ad essere una vera e propria summa del pensiero di Löwith (da lui stesso è infatti indicata come il proprio "testamento filosofico"), essa è anche tra i primissimi tentativi di lettura organica del pensiero del poeta de La Jeune Parque. Ed è proprio attraverso un'interrogazione serrata di Valéry che Löwith viene delineando il profilo ideale e gli esiti più maturi del suo pensiero. Tra le figure più significative del panorama intellettuale del XX secolo, con questo lavoro Löwith ci offre il suo ultimo esercizio di perspicua analisi filosofica, che non conosce l'usura del tempo.

Giovanni Tidona

Über die Grenzen der Phänomenologie und unterwegs zur Dialogik: Das Individuum in der Rolle des Mitmenschen, Introduzione critica a Das Individuum in der Rolle des Mitmenschen. Ein Beitrag zur anthropologischen Grundlegung der ethischen Probleme

Verlag Karl Alber, Freiburg 2013

 

Antonio Coratti 

Karl Löwith e il discorso del cristianesimo

Mimesis, Milano 2012, 82 pp.

 

Karl Löwith e il discorso del cristianesimo è un testo che analizza le opere del filosofo tedesco individuando il filo conduttore nel problema del cristianesimo che, da scelta di campo, si rivelò spunto speculativo fondamentale per le più importanti teorie presentate in Da Hegel a Nietzsche e in Significato e fine della storia. L'opera introduce, inoltre, il concetto di metodo auto-critico per cercare di definire l'approccio adottato da Löwith in tutte le sue ricerche, ponendolo in relazione con un altro grande pensatore del '900, Michel Foucault, e, in particolare, con la sua teoria del discorso.

Il nome di Karl Löwith è spesso associato ai suoi lavori di storia della filosofia e alla sua attività di "scepsi storiografica"  (segue)

         LÖWITH ON LINE

O. Franceschelli - Intervista su Karl Löwith

Karl Löwith - Treccani.it

      NOVITA' IN LIBRERIA

Karl Löwith, Sul senso della storia, a cura di M. Bruni, Mimesis, 2017.

A. Tagliapietra, M. Bruni (a cura di), Le Rovine, ossia meditazione sulle rivoluzioni degli imperi, traduzione di M. Bruni, Mimesis, 2016.

Premio Nazionale Filosofia Frascati - 2016

Società Natura Storia. Studi in onore di Lorenzo Calabi, a cura di A. Civello, Edizioni ETS, 2016.

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Azioni Parallele è una rivista on line a periodicità annuale, che continua in altre modalità la precedente ultradecennale esperienza di Kainós. La direzione di A. P. è composta da G. Baptist, A. Meccariello e

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Aggiornamento 27.02.2018